Mose sopravalutato : in realtá é un mangia soldi

scritto da autentico Marcello
Scritto 2 giorni fa • Pubblicato 14 ore fa • Revisionato 8 ore fa
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Io credo che la soluzione di posizionare le opere sotto il fondo del mare, pur valida dal punto spettacolare, presenti gravi rischi di mancato funzionamento.
- Nota dell'autore autentico Marcello

Testo: Mose sopravalutato : in realtá é un mangia soldi
di autentico Marcello



MOSE SOPRAVALUTATO


La letteratura tecnica pullula di articoli che lodano a gran voce la innovativa soluzione effettivamente realizzata per salvare Venezia dagli allagamenti. Le paratoie sottomarine che riposano su grandi culle predisposte sotto il fondo del mare per sollevarsi al momento del bisogno, vengono riconosciute come soluzione geniale che normalmente scompare evitando di intaccare lo splendido panorama della laguna nel mentre durante gli ultimi anni hanno splendidamente  salvato Venezia da un grande numero di allagamenti.

Nel riconoscere entusiasticamente il buon esito di tali opere, si fanno previsioni su alcuni degli anni a venire rimpiangendo la circostanza negativa di funzionamento causata dal progressivo innalzamento del livello  del mare rispetto alla sommità  paratoie che, pertanto.  diventeranno inutili per le alte maree e richiedendo  la creazione di nuovi sistemi.

Ora, eseguire interi sistemi atti a risolvere problemi importanti, per constatare, ancora prima del loro completamento di costruzione e di esercizio, che già sussistono problemi.  A mio avviso, la cosa è inconcepibile.

il sottoscritto, nei riguardi delle paratoie di Venezia che riposano sotto il fondo del mare, aveva fin dall’inizio della progettazione,  qualcosa da dire.

Il fatto è che io ho avuto più volte a che fare con la realtà del fondo dei canali sia per grandi fiumi come l’Adige, sia per fiumi più piccoli ed infine per opere non fatte mai sotto tale fondo per motivazioni molto semplici. In quel fondo,  facente parte di un canale,  di un fiume o di un qualunque altro tipo,  trattandosi di acque di fiume o di mare, vale sempre una regola di base che è questa : quel fondo sotto l’acqua non è mai una superficie stabile perché la sua conformazione varia continuamnte in funzione di alcuni fenomeni naturali.

Questa regola impone  delle condizioni fisse che non possono essere misconosciute o addirittura infrante. 

In pratica ,  accade che, sotto il fondo del mare o di un fiume, a mio avviso, non si dovrebbe ubicare mai nessuna opera fissa.

Se si notano gli enormi manufatti costruiti dalle  nazioni il cui territorio è minacciato dal mare o dall’esondazione di fiumi non risultano mai eretti sotto il fondo del mare o sotto il letto di un fiume.

Io credo esista un solo esempio ed è a valle di Londra dove si è costruita sul Tamigi una grande paratoia  a superficie semicircolare avente lo scopo di salvare Londra dalle alte mare e che in realtà può riposare sotto il fondo del mare in una culla a superficie curva della stessa forma della paratoia la quale girando può sgomberare la culla stessa dai depositi sabbiosi che vi si formano sistematicamente. 

Nella progettazione delle paratoie di chiusura dei canali della laguna veneta non si era tenuto conto dell'enorme quantità di sabbie che il mare deposita nella culla sottomarina poiché, come spiegato, il mare tende a livellare ed a variare il fondo dei canali in funzione dell’andamento di molti fattori idraulici e climatici.

Di questa grave mancanza, i gestori delle paratoie venete hanno avuto modo di rendersi conto fin dal primo giormo  di esercizio, dovendo provvedere ad un nuovo grande natante  munito di pompe aspiranti e di  sommozzatori che possanno eseguire personalmente la pulizia  delle culle onde consentire di farvi rientrare le paratoie per tutto il periodo di riposo.

Il difetto dell'accumulo delle sabbie rappresenta il difetto più vistoso delle paratoie veneziane ma non si tratta dell'ultimo . Molti degli articoli, pubblicati al riguardo, spiegano possibili loro difficoltà  e basterá pensare al pericolo di coincidenza della frequenza delle onde con quella propria delle paratoie messa in luce da documentati articoli tecnici per convincere me stesso a segnalare una questione di principio. 

Come già specificato il fondo del mare non può essere paragonato ad un terreno normale la cui costituzione è da ritenersi stabile. Esso è qualcosa di completamente diverso essendo una superficie mobilissima che si sposta e che varia perché  deve  soddisfare alcune  richieste delle acque correnti che variano continuamente di posizione di movimento, di velocità e di direzione di moto. Tutto questo è imponderabile e molto vario per cui le conseguenze sono totalmente sconosciute.

Una grande opera come le paratoie veneziane costituite di un insieme di grande superficie avente lo scopo di bloccare la forza del mare, una serie di dispositivi meccanici aventi diversi scopi importanti come l’aria compressa atta ad espellere l’acqua dall’interno delle paratoie per farle galleggiare. Insomma sotto la superficie del mare sussistono meccanismi complessi  e delicati la cui ubicazione sotto il livello di un elemento come il fondo del mare che è tutt'altro che stabile e potrebbe, con il passare degli anni, dar origine a fenomeni i più imprevedibili.

A questo proposito citerei solo i perni di rotazione delle paratoie che sono fissi essendo stabilmente collegati con le strutture in cemento armato che costituiscono le culle di riposo delle paratoie.

Io mi chiedo come saranno messi con il passare di qualche decina d’anni senza poter essere mai sottoposti a controlli o a verifiche di funzionamento.

Lo stesso può dirsi delle enormi strutture in cemento armato poste sempre a contatto con acqua salata del mare.

Io mi permetto di sostenere quanto bene hanno fatto i costruttori di enormi strutture di salvaguardia dell'avanzamento del mare sulla terraferma  piazzando tutte le apparecchiature ed i sistemi idraulici  in terraferma e prevedendo le periodiche verifiche di funzionamento nonchè di manutenzione ordinaria ed imponendo delle regole  di esercizio di strutture importanti come quelle paratoie che devono garantire una stabilitá assoluta.

Mi sento in dovere di aggiungere una mia convinzione.
Io credo che il lavoro di estrazione delle sabbie dalle culle di riposo delle paratoie veneziane, trattandosi di una operazione non prevista nella sua vera  entitâ giá nel progetto originale, debba richiedere mezzi e personale che lavora in fondo al mare per asportare quantitâ enormi di materiale e che quindi sia un intervento  notevole soprattutto per la vastitá e quantitá del deposito da eliminare ogni volta che le paratoie vengono messe a riposo, con modalitá improvvisate, il che comporti  molte e costose azioni sia manuali che neccaniche.
Quello che io ritengo illecito é il non descrivere nulla di tutto questo sembrando invece che il tutto venga religiosamente tenuto nascosto. Se questa fosse veritá, saremmo in presenza di un illecito che falserebbe notevolmente la realtá del sistema Mose.

Mose sopravalutato : in realtá é un mangia soldi testo di autentico Marcello
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